Lettere Greche Ω da Copiare e Incollare
Le ventiquattro lettere in maiuscolo e minuscolo, con le varianti usate nelle formule.
Tutte le lettere greche
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Raccolte di lettere greche
Gruppi ordinati per uso
Maiuscole
24 elementi
Minuscole
24 elementi
Le più usate in matematica
12 elementi
Lettere decorative
15 elementi
L'alfabeto greco moderno ha ventiquattro lettere e Unicode le colloca nel blocco Greek and Coptic, da U+0370 a U+03FF: le maiuscole da Α a Ω occupano le posizioni da U+0391 a U+03A9, le minuscole da α a ω quelle da U+03B1 a U+03C9. C'è una lettera in più tra le minuscole, il sigma finale ς (U+03C2), che in greco si usa esclusivamente a fine parola mentre σ vale in tutte le altre posizioni. La stessa maiuscola, Σ, corrisponde a entrambe: è per questo che una ricerca insensibile alle maiuscole tratta σ e ς come lo stesso carattere.
Dopo le lettere ordinarie il blocco contiene un gruppo di varianti che esistono soltanto per la matematica: ϑ accanto a θ, ϕ accanto a φ, ϖ accanto a π, ϰ accanto a κ, ϱ accanto a ρ. Non sono errori di duplicazione: la fisica e la matematica usano talvolta due forme della stessa lettera per indicare due grandezze diverse nella stessa formula, e Unicode ha dovuto codificarle separatamente. Attenzione però: la normalizzazione di compatibilità le riporta alla lettera di base, quindi un sistema che applica NFKC cancella proprio la distinzione per cui esistono.
Nell'uso quotidiano italiano queste lettere ricorrono soprattutto nelle materie scientifiche: π per il rapporto tra circonferenza e diametro, Σ per la sommatoria, Δ per la variazione di una grandezza, λ per la lunghezza d'onda, μ per il prefisso micro, Ω per l'ohm, α e β per i due tipi di decadimento radioattivo, θ per gli angoli. In statistica σ è la deviazione standard e μ la media della popolazione, e la scelta della lettera non è decorativa ma fa parte della notazione.
Un uso che merita un avviso è quello nei nomi utente. Diverse lettere greche sono visivamente identiche a lettere latine — Α e A, Ο e O, Ρ e P, Χ e X — e per questo rientrano nell'elenco Unicode dei caratteri confondibili. Le piattaforme attente alla sicurezza rifiutano i nomi che mescolano alfabeti diversi, e i registri dei nomi di dominio bloccano da anni le registrazioni miste proprio per impedire imitazioni ingannevoli.
Scrivere le lettere greche senza copiarle
In Word e nell'editor di equazioni funziona la sintassi in stile LaTeX: si scrive \alpha o \Omega e la lettera compare premendo lo spazio. Fuori dall'editor resta la strada del codice: 03B1 seguito da Alt+X produce α, 03A9 produce Ω. Su Windows esistono anche i codici Alt, per esempio Alt+224 per α e Alt+234 per Ω, ma coprono solo alcune lettere perché derivano dalla vecchia code page 437.
Chi scrive spesso in greco può attivare il layout di tastiera greco dalle impostazioni della lingua e passare da un alfabeto all'altro con la combinazione di sistema: è l'unica soluzione ragionevole per un testo intero, mentre per una singola lettera in una formula copiare resta più veloce.
Una nota sui font: le maiuscole greche sono presenti praticamente ovunque, mentre le minuscole con accenti politonici — quelle usate per il greco antico, con spiriti e accenti circonflessi — mancano in molti caratteri di sistema e possono comparire come rettangolo vuoto. Per un testo di greco classico servono font pensati per il politonico, non quelli generici dell'interfaccia.
Come usare le lettere greche
Scegli la lettera
Controlla se ti serve la forma ordinaria o la variante matematica
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Un clic mette la lettera negli appunti, senza installare font
Verifica il contesto
Nei nomi utente ricorda che alcune greche sono confondibili con lettere latine
Domande Frequenti
In Word si scrive il codice e si preme Alt+X: 03B1 diventa α, 03A9 diventa Ω. Nell’editor di equazioni funziona anche \alpha seguito da uno spazio. Su Windows alcuni codici Alt sono disponibili, come Alt+224 per α. Per scrivere interi testi in greco conviene invece attivare il layout di tastiera greco nelle impostazioni della lingua.
Sono la stessa lettera in due posizioni diverse: ς (U+03C2) si usa solo alla fine di una parola, σ (U+03C3) in tutte le altre. È una regola ortografica del greco, non una scelta stilistica. Entrambe hanno la stessa maiuscola Σ, quindi convertendo un testo in maiuscolo la distinzione si perde e non è più ricostruibile automaticamente.
π per il rapporto tra circonferenza e diametro, Σ per la sommatoria, Π per il prodotto, Δ per la variazione, δ per le quantità infinitesime, θ e φ per gli angoli, λ per gli autovalori e per la lunghezza d’onda, μ e σ per media e deviazione standard, ε per le quantità arbitrariamente piccole, Ω per l’ohm e per gli insiemi campionari.
Le ventiquattro maiuscole e minuscole di base sì, sono nei font di sistema di Windows, macOS, Android e iOS. Sono più fragili le varianti matematiche come ϑ ϖ ϰ e soprattutto le lettere accentate del greco politonico, che mancano in molti caratteri generici e compaiono come rettangolo vuoto.
Nell’ordine: alfa, beta, gamma, delta, epsilon, zeta, eta, theta, iota, kappa, lambda, mi, ni, xi, omicron, pi, rho, sigma, tau, upsilon, phi, chi, psi, omega. In italiano le lettere μ e ν si chiamano tradizionalmente «mi» e «ni», mentre la pronuncia scolastica influenzata dall’inglese le rende «mu» e «nu».
Tecnicamente sì nei nomi visualizzati, ma con due cautele. Alcune lettere sono indistinguibili dalle latine — Α, Ο, Ρ, Χ — e le piattaforme che controllano i caratteri confondibili rifiutano i nomi che mescolano alfabeti. Inoltre chi cerca il tuo nome digitandolo da tastiera non riuscirà a riprodurlo, perché quelle lettere non sono sul layout italiano.