Vai al contenuto
TextLib

Wide Generatore di Testo

Caratteri a larghezza intera, lettere distanziate o le due cose insieme, per un testo che occupa il doppio dello spazio.

Results
Fullwidth
Spaced Out
Vaporwave

I caratteri a larghezza intera non sono un effetto grafico inventato per i social: sono un residuo tecnico dell'informatica dell'Asia orientale. Nelle codifiche giapponesi, cinesi e coreane ogni ideogramma occupa una cella quadrata, e per far convivere le lettere latine con quella griglia venne creata una serie di lettere e cifre larghe esattamente quanto un ideogramma. Sono quelle che questo strumento usa, sostituendo ogni carattere ASCII con il suo gemello largo; anche lo spazio viene sostituito, con lo spazio ideografico, che è largo quanto una lettera intera.

Le tre modalità danno risultati diversi. La larghezza intera sostituisce i caratteri lasciando invariato il numero totale di segni. La spaziatura semplice non sostituisce nulla ma inserisce uno spazio normale fra un carattere e l'altro, quindi il testo resta in caratteri ordinari e la lunghezza raddoppia. La terza combina le due cose e produce l'effetto più marcato, con caratteri larghi separati anche da spazi.

Chi scrive in italiano incontra qui un limite netto. La sostituzione copre solo l'intervallo ASCII stampabile, cioè lettere non accentate, cifre e punteggiatura di base: à, è, é, ì, ò e ù non hanno un gemello a larghezza intera e restano strette. In una parola come città l'ultima lettera risulta visibilmente più piccola delle altre, e in una frase piena di accenti l'effetto perde uniformità. Se conta l'aspetto, conviene scegliere parole senza accento o usare la modalità con la sola spaziatura, che tratta tutti i caratteri allo stesso modo.

C'è poi un comportamento tecnico che spiega perché a volte l'effetto sparisce da solo. Nella normalizzazione di compatibilità, una procedura che molti sistemi applicano automaticamente ai dati in ingresso, i caratteri a larghezza intera vengono ricondotti ai corrispondenti ASCII. Un campo di ricerca, un nome utente, un identificatore o un indirizzo che passa da quella normalizzazione restituisce il testo stretto come se non fosse successo nulla. Non è un errore del generatore: è il sistema di destinazione che riporta i caratteri alla forma canonica.

Anche nei contesti a spaziatura fissa il comportamento va conosciuto: un carattere a larghezza intera occupa due colonne invece di una, quindi mescolarlo con testo ASCII dentro una cornice o una tabella disegnata a caratteri manda fuori squadra l'allineamento. Se stai costruendo un riquadro, tieni il contenuto tutto largo oppure tutto stretto.

Gli usi che funzionano bene sono i titoli brevi, i nomi visualizzati, le intestazioni di sezione in una biografia e i separatori. Come per tutte le trasformazioni Unicode, il testo largo non è ricercabile e i lettori di schermo possono compitarlo carattere per carattere: tieni sempre in chiaro le parole per cui vuoi essere trovato. La trasformazione avviene nel browser, senza invii a un server.

Come si usa

1

Scrivi il testo

Ricorda che le vocali accentate resteranno della larghezza normale.

2

Scegli la modalità

Larghezza intera, sola spaziatura oppure entrambe per il massimo effetto.

3

Copia e verifica

Se il campo di destinazione normalizza il testo, l'effetto può annullarsi.

Domande frequenti sul testo largo

Per far convivere l'alfabeto latino con le griglie quadrate delle codifiche dell'Asia orientale, dove ogni ideogramma occupa una cella intera. Le lettere a larghezza intera nacquero per riempire esattamente quella cella.

Perché la sostituzione copre solo l'intervallo ASCII stampabile e à, è, é, ì, ò e ù non ne fanno parte. In città l'ultima lettera resta della larghezza normale: se conta l'uniformità, usa la modalità con la sola spaziatura.

Perché quel sistema applica la normalizzazione di compatibilità, che riconduce i caratteri a larghezza intera ai corrispondenti ASCII. Succede spesso nei campi di ricerca, nei nomi utente e negli identificatori.

La larghezza intera sostituisce i caratteri mantenendo il conteggio invariato; la spaziatura semplice lascia i caratteri originali e inserisce uno spazio fra ognuno, raddoppiando la lunghezza; la terza combina le due cose.

Solo se tutto il contenuto è largo. Un carattere a larghezza intera occupa due colonne in un contesto a spaziatura fissa, quindi mescolarlo con testo ASCII manda fuori squadra i bordi del riquadro.

Di norma no, perché sono caratteri diversi da quelli latini di base. In alcuni sistemi la normalizzazione li riporta all'ASCII e in quel caso la ricerca funziona, ma non puoi contarci: tieni in chiaro le parole importanti.

Copiato!