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Simboli Matematici ∑ da Copiare e Incollare

Operatori, relazioni, insiemi, analisi, apici e pedici in caratteri Unicode veri, non immagini.

Tutti i simboli matematici

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Raccolte di simboli matematici

Gruppi ordinati per argomento

+×÷=±

Operazioni di base

10 elementi

<>

Confronti

10 elementi

²³¹

Radici e potenze

10 elementi

½¼¾

Frazioni

10 elementi

Insiemi

10 elementi

Analisi

10 elementi

πΣθΩαβγδλμ

Lettere greche

10 elementi

¬

Logica

10 elementi

La prima cosa da sapere è che i segni della tastiera non sono i segni della matematica. Il trattino - che si trova accanto allo zero è lo hyphen-minus (U+002D), un carattere di comodo ereditato dalle macchine da scrivere: è corto e sta più in basso del segno di più. Il vero meno è − (U+2212), disegnato con la stessa lunghezza e la stessa altezza di +, così che in una colonna di numeri i segni si incolonnino. Vale lo stesso per la moltiplicazione: × è U+00D7, non la lettera x, e la divisione è ÷ (U+00F7), non la barra della tastiera.

Il secondo equivoco riguarda le lettere greche usate come operatori. ∑ (U+2211) è il segno di sommatoria, un operatore con la sua spaziatura e i suoi limiti sopra e sotto; Σ (U+03A3) è la lettera sigma maiuscola. Sullo schermo si somigliano molto, ma un correttore, un lettore di schermo e un programma di composizione matematica li trattano in modo diverso. La stessa coppia esiste per ∏ e Π, per ∆ (incremento) e Δ (delta) e per µ (segno di micro) e μ (lettera mu).

Attenzione anche alla normalizzazione, che agisce senza avvisare. Il segno di ohm Ω (U+2126) è canonicamente equivalente alla lettera omega Ω (U+03A9): appena un programma applica la forma normale NFC, il primo diventa il secondo. Il segno di micro µ (U+00B5) viene convertito in μ dalla normalizzazione di compatibilità. Non sono bug, sono regole dello standard, ma spiegano perché a volte un carattere copiato non corrisponde a quello che ci si aspetta di ritrovare in una ricerca.

Un'ultima avvertenza sugli apici. ¹ ² ³ vengono da Latin-1, cioè da un blocco vecchissimo, mentre ⁰ e da ⁴ a ⁹ vengono dal blocco Superscripts and Subscripts. In molti font i due gruppi sono disegnati con altezze e spessori leggermente diversi, quindi una scrittura come x²⁴ può risultare visibilmente disallineata. Nei documenti importanti conviene usare la funzione di apice del programma invece dei caratteri precomposti.

Formule in Word, LaTeX e fogli di calcolo

In Word e in Outlook la via più rapida è scrivere il codice esadecimale del carattere e premere Alt+X: 221A seguito da Alt+X diventa √, 2211 diventa ∑. Nell'editor di equazioni, che si apre con Alt e il segno di uguale, funziona anche la sintassi in stile LaTeX: si scrive \alpha o \sum e la conversione avviene premendo lo spazio. È il metodo preferibile per un testo lungo, perché le formule restano oggetti modificabili invece che sequenze di caratteri.

In LaTeX i simboli incollati direttamente si comportano bene con XeLaTeX e LuaLaTeX, che leggono l'UTF-8 in modo nativo; con il vecchio pdfLaTeX molti caratteri richiedono pacchetti aggiuntivi e alcuni non compilano affatto, quindi lì conviene usare i comandi standard.

Nei fogli di calcolo il discorso cambia: i simboli incollati in una cella sono testo, quindi bloccano il calcolo. Se scrivi ½ dentro una formula il foglio non lo interpreta come 0,5, e ≠ non sostituisce l'operatore di disuguaglianza del programma. Usa questi caratteri nelle intestazioni, nelle etichette e nei commenti, e lascia agli operatori del foglio il compito di calcolare.

Come usare i simboli matematici

1

Scegli il segno giusto

Verifica di prendere l’operatore e non la lettera che gli somiglia

2

Copia

Un clic mette il carattere negli appunti, senza installare font

3

Controlla l’allineamento

Nei testi lunghi confronta apici e pedici con quelli generati dal programma

Domande Frequenti

Su Windows con Alt+227 sul tastierino numerico, oppure scrivendo 03C0 e premendo Alt+X dentro Word. Su macOS la combinazione diretta è Alt+P. In LaTeX il comando è \pi. Ricorda che π è la lettera greca pi minuscola: nella scrittura italiana corrente si dice «pi greco», ma il carattere è esattamente la lettera dell’alfabeto greco.

Su Windows Alt+236 con il tastierino numerico, oppure 221E seguito da Alt+X in Word. Su macOS Alt+5 produce direttamente ∞. In HTML l’entità è &infin; oppure &#8734;, in LaTeX \infty. Il carattere corretto è U+221E e non va sostituito con una coppia di lettere o con il simbolo del lemniscato disegnato a mano.

Sì, si incollano come qualsiasi altro carattere e restano testo modificabile. Per un documento lungo però conviene l’editor di equazioni, che si apre con Alt e il segno di uguale: lì i simboli sono composti secondo le regole della matematica, con la spaziatura corretta attorno agli operatori e i limiti ben posizionati sopra e sotto la sommatoria.

Puoi copiare i caratteri precomposti ⁰ ¹ ² ³ ⁴ ⁵ ⁶ ⁷ ⁸ ⁹, comodi in un campo che non ha formattazione come una biografia o un messaggio. In un documento vero è meglio la funzione di apice, con Ctrl+Maiusc+più in Word: i caratteri precomposti vengono da due blocchi Unicode diversi e in molti font hanno altezze leggermente disallineate.

− è il segno di meno (U+2212), disegnato lungo e alto come il segno di più, così che in una colonna i segni restino incolonnati. Il trattino della tastiera è lo hyphen-minus (U+002D), più corto e più basso, nato come compromesso sulle macchine da scrivere. In una formula la differenza si nota subito, soprattutto accanto a un +.

√ è U+221A e lo trovi nella griglia insieme a ∛ per la radice cubica e ∜ per quella quarta. Va ricordato che il carattere disegna solo il segno del radicale, senza la barra orizzontale sopra l’argomento: per un’espressione lunga serve l’editor di equazioni, altrimenti non si capisce dove finisce il radicando.

Con XeLaTeX e LuaLaTeX sì: leggono l’UTF-8 in modo nativo e i simboli incollati compilano senza aggiunte. Con il vecchio pdfLaTeX molti caratteri richiedono pacchetti supplementari e alcuni non compilano affatto, quindi lì conviene usare i comandi tradizionali come \sum, \int e \leq.

Perché il disegno dipende dal font. I font matematici come Cambria Math, Latin Modern e STIX seguono le proporzioni della composizione scientifica; i font di sistema disegnano lo stesso codice in modo più corsivo o più stretto. Se un integrale sembra troppo piccolo rispetto al testo, il problema è il font, non il carattere.

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