Infinito ∞ Significato
∞ da John Wallis nel 1655, e ♾ che in realtà è il marchio della carta permanente.
Varianti del simbolo
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∞ è U+221E e appartiene al blocco Mathematical Operators: non è un ornamento ma un operatore, e nei font curati viene disegnato con lo stesso peso del più e dell'uguale. Il segno fu introdotto da John Wallis nel 1655 nel trattato De sectionibus conicis, e la forma è quella della lemniscata, dal latino lemniscus, nastro.
In matematica ∞ non è un numero ma un comportamento, il crescere oltre ogni limite. Nella notazione italiana si legge tende a infinito, compare agli estremi degli integrali e nei limiti, e proprio per questo va scritto con lo stesso carattere del testo circostante e non con una cifra otto ruotata, che nei font ha proporzioni diverse e rompe l'allineamento.
♾ (U+267E) è un caso curioso: il suo nome Unicode è PERMANENT PAPER SIGN ed è il marchio che le biblioteche stampano sui libri per dichiarare che la carta è priva di acidi e conforme alla norma ISO 9706. Ha ricevuto la presentazione emoji nel 2018, e da allora viene usato come infinito colorato da chi ne ignora l'origine.
Dall'operatore matematico al tatuaggio: cosa dice davvero il segno
La distanza fra l'uso tecnico e l'uso affettivo del segno è notevole. Nella scrittura matematica ∞ compare sempre dentro una relazione: un limite che tende a infinito, un intervallo aperto, un integrale improprio. Non sta mai da solo, perché isolato non afferma nulla. Nell'uso decorativo accade l'opposto: il segno resta solo, spesso accanto a un nome o a una data, e vale come promessa di durata. Le due letture non si disturbano, ma spiegano perché in un documento tecnico un infinito isolato risulti sciatto.
C'è poi un uso che vale la pena conoscere prima di adottare il simbolo. Il movimento per la neurodiversità ha scelto un infinito arcobaleno come emblema, in alternativa al pezzo di puzzle associato alle campagne più vecchie sull'autismo. Chi frequenta quell'ambito riconosce il segno al volo, e in una biografia il simbolo colorato viene letto in quel senso prima che in senso romantico: è il tipo di ambiguità che conviene sciogliere con una parola.
Sull'inserimento, in Windows la combinazione Alt seguita da 236 sul tastierino numerico produce ∞ nelle applicazioni che accettano i codici della vecchia tabella 437, mentre nei programmi Office funziona anche scrivere 221E e premere Alt+X. Su macOS il carattere si trova nel Visualizzatore caratteri, che si apre con Ctrl+Cmd+Spazio e permette di salvarlo fra i preferiti. Nei linguaggi di marcatura esiste inoltre l'entità nominata dedicata, comoda quando il file deve restare in puro ASCII. Attenzione infine alle varianti ⧜ ⧝ ⧞: sono operatori specialistici e su molti dispositivi mobili non hanno copertura, quindi in un testo destinato al telefono restano a rischio di quadratino.
FAQ
Il matematico inglese John Wallis, che lo introdusse nel 1655 nel trattato De sectionibus conicis. La forma è quella della lemniscata, dal latino lemniscus che indica un nastro, e non ha rapporto con la cifra otto, anche se la somiglianza ha alimentato molte spiegazioni fantasiose.
∞ (U+221E) è l'operatore matematico e resta monocromatico. ♾ (U+267E) si chiama in realtà PERMANENT PAPER SIGN e nasce come marchio bibliotecario per la carta priva di acidi conforme alla norma ISO 9706; dal 2018 ha presentazione emoji e viene usato come infinito colorato.
Su Windows funziona Alt con 236 sul tastierino numerico nelle applicazioni che accettano i codici della tabella 437, oppure 221E seguito da Alt+X nei programmi Office. Su macOS conviene aprire il Visualizzatore caratteri con Ctrl+Cmd+Spazio e aggiungere il segno ai preferiti.
Perché appartiene al blocco degli operatori matematici e il font lo disegna con il peso di un segno di operazione, non di una lettera. Se il risultato appare sbilanciato conviene passare a un font con un buon corredo matematico invece di ingrandire il carattere a mano.
Sì: è l'emblema adottato dal movimento per la neurodiversità in alternativa al pezzo di puzzle usato dalle campagne più vecchie sull'autismo. In una biografia viene letto in quel senso prima che in senso affettivo, quindi se l'intenzione è romantica conviene accompagnarlo con una parola.