Om 🕉 Significato
ॐ è una lettera devanagari, 🕉 un'emoji senza colore predefinito: due caratteri che si comportano diversamente.
Varianti del simbolo
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Il segno esiste in Unicode in due forme che si comportano in modo diverso. ॐ è U+0950 DEVANAGARI OM e appartiene al blocco della scrittura devanagari: viene reso dal font destinato all'hindi e al sanscrito, quindi in un testo latino può cambiare corpo e allineamento rispetto alle lettere vicine, perché il sistema passa a un'altra famiglia tipografica. 🕉 è invece U+1F549, aggiunto con Unicode 7.0 nel 2014: pur essendo classificato come emoji ha presentazione di testo predefinita, quindi resta monocromatico finché non gli si aggiunge il selettore U+FE0F.
Questa differenza è la causa più comune di risultati incoerenti. Lo stesso testo può mostrare un om nero nell'anteprima di un sito e un om colorato dentro l'applicazione, a seconda di come i caratteri sono stati normalizzati lungo il percorso.
Sul piano fonetico la sillaba viene analizzata come somma di tre suoni, a, u e m, che fusi danno la pronuncia lunga con chiusura nasale. Nella grafia devanagari il glifo si compone di curve sovrapposte, sormontate da una mezzaluna con un punto.
Aum: la sillaba, il glifo e il rispetto d'uso
Nella tradizione indiana l'om è il pranava, la sillaba primordiale con cui si aprono i mantra e le recitazioni. La Mandukya Upanishad la analizza dividendola nei tre suoni che la compongono e aggiungendo un quarto elemento silenzioso, lo stato che segue l'estinguersi del suono: da questa lettura deriva l'associazione con la totalità. La stessa sillaba apre formule molto diffuse in Occidente, fra cui quella dedicata a Shiva e quella del bodhisattva della compassione, la seconda di origine buddhista e non induista, il che mostra come un unico segno attraversi tradizioni distinte.
Un punto che genera confusione riguarda gli altri segni religiosi dell'area indiana. ੴ è Ik Onkar, l'apertura del testo sacro sikh, e non è una variante grafica dell'om; ☸ è la ruota del dharma buddhista, i cui otto raggi corrispondono all'ottuplice sentiero. Trattarli come sinonimi decorativi è un errore che chi appartiene a quelle comunità riconosce immediatamente.
Da qui la questione del rispetto d'uso. L'om è un simbolo sacro vivo per centinaia di milioni di persone, e le associazioni induiste hanno più volte protestato quando è stato stampato su calzature, costumi da bagno od oggetti destinati al pavimento, ottenendo il ritiro dei prodotti da parte di diversi marchi. In una biografia o in un post il segno è appropriato se rimanda a una pratica reale, mentre come semplice riempitivo grafico rischia di risultare irrispettoso. Chi cerca soltanto un richiamo visivo alla meditazione ha alternative neutre come la figura seduta e la candela, che non appartengono ad alcuna liturgia.
FAQ
ॐ (U+0950) è un carattere della scrittura devanagari e viene disegnato dal font destinato all'hindi e al sanscrito, quindi in un testo latino può risultare più grande o disallineato. 🕉 (U+1F549) è un'emoji con presentazione di testo predefinita: resta monocromatica finché non si aggiunge il selettore U+FE0F.
Perché U+1F549 non ha la presentazione a colori come impostazione predefinita. Le applicazioni che aggiungono automaticamente il selettore di variazione mostrano il glifo colorato, le altre lasciano quello monocromatico del font. Copiando lo stesso testo da un programma all'altro il risultato può quindi cambiare.
Le due grafie indicano lo stesso suono. La tradizione analizza la sillaba come somma di tre elementi, a, u e m, e la trascrizione aum rende esplicita quella scomposizione, mentre om riproduce la pronuncia effettiva, con una vocale lunga che si chiude in nasale.
Nasce nella tradizione vedica e induista, ma è entrato anche nel buddhismo, dove apre formule molto note come quella del bodhisattva della compassione. Non è invece intercambiabile con la ruota del dharma, specificamente buddhista, né con Ik Onkar, che appartiene al sikhismo.
È un segno sacro in uso, quindi conviene adottarlo solo se rimanda a una pratica reale. Le associazioni induiste hanno più volte contestato il suo impiego commerciale su calzature e oggetti destinati al pavimento, ottenendo ritiri di prodotti. Per un semplice richiamo alla meditazione restano neutre la figura seduta e la candela.