Simboli Croce ✝ ✞ ✠ da Copiare e Incollare
Croci religiose, araldiche e tipografiche in testo Unicode, con le obelischi † e ‡ delle note.
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Le croci di questa pagina vengono da due mondi diversi. ✝ ✞ ✟ ✠ ✚ ✛ ✜ appartengono al blocco Dingbats, cioè al repertorio degli ornamenti tipografici: sono forme disegnate per stare in una pagina stampata. ☦ ☩ ☨ stanno invece in Miscellaneous Symbols insieme agli altri segni religiosi, mentre † e ‡ vivono nella punteggiatura generale (U+2020 e U+2021) perché non sono croci ma richiami di nota.
La distinzione tra ✝ e † conta più di quanto sembri. L'obelisco † nasce come segno redazionale: nella gerarchia classica dei richiami di nota viene dopo l'asterisco e prima del doppio obelisco, nell'ordine * † ‡ § ‖ ¶. Nelle genealogie e nelle voci biografiche italiane la coppia * e † indica la data di nascita e quella di morte, e proprio per questo un † posto davanti a un nome viene letto come «defunto» anche fuori da un contesto religioso. Se il tuo intento è invece esplicitamente cristiano, il carattere corretto è ✝ (U+271D).
✠ (U+2720) è la croce di Malta, portata dai Cavalieri Ospitalieri e ripresa da corpi dei vigili del fuoco e da ordini cavallereschi in tutta Europa. Nella prassi ecclesiastica cattolica una croce anteposta alla firma indica che chi firma è vescovo, e ✠ è il carattere che si usa per riprodurla in un testo digitale. ☨ è invece la croce di Lorena a doppia traversa, simbolo della Francia libera e, nel Novecento, della lotta contro la tubercolosi; ☩ è la croce di Gerusalemme, quella potenziata con le quattro crocette negli angoli.
Attenzione infine alla resa sui telefoni: ✝ e ☦ fanno parte dell'insieme emoji con presentazione testuale predefinita, quindi su iOS e su alcune app Android compaiono più grandi e talvolta colorate. Le croci greche ✚ ✛ ✜ e gli obelischi † ‡ non hanno questo comportamento e restano sempre testo.
Croce, obelisco o segno più: come non sbagliare carattere
Tre caratteri di questa pagina si somigliano ma non sono intercambiabili. + (U+002B) è l'operatore matematico di addizione: ha braccia della stessa lunghezza, è allineato all'altezza degli operatori e nei font a spaziatura fissa occupa la stessa larghezza delle cifre. ✚ (U+271A) è la croce greca marcata, un ornamento tipografico usato per esempio come simbolo sanitario. ➕ (U+2795) è invece un carattere solo-emoji: non esiste in versione testuale, quindi arriva sempre colorato e con il disegno del sistema operativo.
Nei contesti commemorativi vale una nota di misura. In italiano il modo più usato per una dedica breve resta il nome seguito dagli anni e da †, per esempio «Maria Rossi 1948 † 2021»; la croce latina ✝ è appropriata quando il contesto è dichiaratamente religioso. In una comunicazione pubblica destinata a un pubblico misto, il simbolo scelto comunica un'appartenenza, quindi conviene sceglierlo con la stessa attenzione con cui si sceglie una parola.
Domande Frequenti
Non c’è un tasto dedicato su nessun layout italiano. Su Windows puoi usare Alt+10013 con il tastierino numerico, oppure scrivere 271D e premere Alt+X dentro Word. Su macOS si apre il visore caratteri con Ctrl+Cmd+Spazio e si cerca «cross». Copiare il carattere da questa pagina resta la via più rapida su qualsiasi sistema.
È la stessa croce latina in tre trattamenti grafici: ✝ (U+271D) piena, ✞ (U+271E) con l’ombra portata che dà un effetto in rilievo, ✟ (U+271F) a contorno vuoto. Il significato non cambia, cambia il peso sulla riga: ✟ è la più leggera e si integra meglio in un testo lungo, ✝ è la più marcata.
No, è l’obelisco (U+2020), un segno di richiamo tipografico. Nella sequenza tradizionale dei richiami di nota viene subito dopo l’asterisco: * † ‡ § ‖ ¶. Nelle biografie e nelle genealogie italiane indica la data di morte, in coppia con l’asterisco che indica la nascita. La somiglianza con una croce è casuale e dipende dal disegno del tratto.
Nasce come emblema dei Cavalieri di San Giovanni, poi Ordine di Malta, riconoscibile dalle quattro punte biforcute. Oggi compare negli stemmi di corpi di vigili del fuoco, di ordini cavallereschi e di associazioni di soccorso. Nella prassi cattolica una croce anteposta alla firma segnala che chi firma è vescovo, e ✠ è il carattere usato per riprodurla.
Sì, sono normali caratteri di testo e passano in biografia, didascalie, commenti e messaggi. Tieni presente però che ✝ e ☦ appartengono anche all’insieme emoji: su iPhone possono comparire ingrandite rispetto al testo circostante. Se vuoi un tratto sempre uguale a quello delle lettere, usa ✞ ✟ o †.
In italiano la formula più diffusa è il nome seguito dagli anni e dall’obelisco, «Nome Cognome 1950 † 2024»: è sobria e non presuppone una fede. La croce latina ✝ è appropriata quando il contesto è dichiaratamente cristiano, per esempio un ricordo parrocchiale. In una comunicazione rivolta a un pubblico misto conviene la prima.