Come digitare punto interrogativo ?
Sul layout italiano il punto interrogativo si ottiene con Maiuscole più il tasto dell'apostrofo, a destra dello zero, e non con Maiuscole+7 come sulle tastiere americane.
Punto interrogativo e sue varianti
Clicca per copiare
Il punto interrogativo condivide il tasto con l'apostrofo, subito a destra dello zero: si ottiene premendo Maiuscole e quel tasto. Sul layout statunitense il segno sta invece sopra la barra obliqua, accanto al tasto Maiuscole di destra, ed è la differenza che manda fuori strada chi usa una tastiera importata.
In italiano il segno chiude la domanda diretta e non vuole spazio prima: si scrive Hai finito? e non Hai finito ?, regola che distingue la tipografia italiana da quella francese, dove lo spazio fine è invece obbligatorio. Dopo il punto interrogativo la frase successiva comincia con la maiuscola.
Il carattere è U+003F e non ha varianti tipografiche di rilievo. Ha però parenti utili: il punto interrogativo rovesciato ¿, che in italiano non si usa perché appartiene all'ortografia spagnola, e l'interrobang ‽, che fonde in un unico glifo domanda ed esclamazione.
Il punto interrogativo come carattere riservato
Fuori dalla prosa il segno è quasi sempre un metacarattere. Negli indirizzi web separa il percorso dalla stringa di query: tutto ciò che segue il primo punto interrogativo viene letto come parametro, per cui un valore che lo contiene davvero va codificato come %3F. Nelle espressioni regolari rende opzionale l'elemento che lo precede e, messo subito dopo un quantificatore, ne attiva la forma non avida.
Nella shell e nelle finestre di ricerca dei file sostituisce esattamente un carattere qualsiasi, mentre l'asterisco ne sostituisce un numero arbitrario. Windows lo vieta nei nomi di file insieme a barra, barra rovesciata, due punti, asterisco, virgolette, minore, maggiore e barra verticale: un allegato scaricato con un titolo che lo contiene viene rinominato in automatico, di solito con un trattino basso.
Nel linguaggio SQL e in molte librerie di accesso ai database il segno è il segnaposto dei parametri preparati, la tecnica che protegge dalle iniezioni di codice. In C, Java, JavaScript e PHP forma l'operatore condizionale a tre operandi, e in JavaScript moderno il doppio segno introduce il valore predefinito mentre la coppia con il punto permette l'accesso sicuro a una proprietà che potrebbe non esistere.
FAQ
In italiano no: il segno si attacca all'ultima parola e lo spazio va solo dopo. Lo spazio prima è una convenzione francese e nei testi tradotti dal francese resta uno degli errori più frequenti. Nei fogli di stile per il web quella spaziatura non va nemmeno simulata con un margine.
L'uso italiano ammette la coppia in entrambi gli ordini, senza spazio in mezzo, a seconda dell'intonazione che si vuole dare. Esiste anche il carattere unico ‽ al punto U+203D, l'interrobang, ma è presente in pochi font e nei testi formali conviene evitarlo. Ripetere il segno più volte appartiene solo al registro informale.
Windows lo include fra i nove caratteri vietati nei nomi di file e cartelle. Quando salvi una pagina o scarichi un allegato il sistema lo sostituisce, di norma con un trattino basso. macOS e Linux lo accettano, ma il file dà problemi appena viene copiato su una condivisione di rete o su una chiavetta formattata in FAT o exFAT.
Solo il primo separa il percorso dalla query; qualsiasi altro, e ogni punto interrogativo che fa parte di un valore, va scritto come %3F. Senza codifica i parametri successivi vengono attribuiti in modo sbagliato e alcuni server troncano la richiesta al primo segno che non si aspettano.
No. Il segno di apertura è una regola ortografica spagnola, adottata dalla Real Academia nel Settecento per segnalare l'intonazione fin dall'inizio della frase. In italiano la domanda si riconosce dall'ordine delle parole e dal contesto, quindi il segno rovesciato compare soltanto nelle citazioni in lingua spagnola.