Numeri Romani Ⅳ da Copiare e Incollare
I numerali romani come caratteri singoli, in maiuscolo e minuscolo, dalle unità alle decine di migliaia.
Tutti i numeri romani
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Raccolte di numeri romani
Serie complete già pronte
Maiuscoli da Ⅰ a Ⅻ
12 elementi
Minuscoli da ⅰ a ⅻ
12 elementi
Valori grandi
4 elementi
I numeri romani di questa pagina non sono lettere latine messe in fila: sono caratteri autonomi del blocco Number Forms, da U+2160 a U+2188. Ⅻ è un unico carattere che vale dodici, non la sequenza X, I, I. La differenza si vede in tre situazioni concrete. Il numerale non si spezza mai a fine riga, perché il programma lo tratta come un blocco indivisibile. Nei font che li disegnano bene le proporzioni sono uniformi, quindi in un quadrante di orologio o in una colonna di capitoli i numerali si incolonnano meglio delle lettere. E nella ricerca full text una parola come «Ⅱ» non viene confusa con la lettera I ripetuta.
Il rovescio della medaglia è la normalizzazione. Questi caratteri sono nati per la compatibilità con i set di caratteri dell'Asia orientale e la forma normale NFKC li scompone nelle lettere latine corrispondenti: Ⅻ diventa XII, ⅳ diventa iv. Un modulo web, un motore di ricerca o un database che normalizza il testo in ingresso li sostituisce senza avvisare. Per un titolo, una copertina o un post vanno benissimo; per un codice, una password o un identificativo sono la scelta sbagliata.
Le regole di lettura sono quelle di sempre e vale la pena riepilogarle, perché gli errori più comuni nascono lì. I valori si sommano quando i simboli sono in ordine decrescente, come Ⅵ che vale sei; si sottraggono quando un simbolo minore precede uno maggiore, e solo nelle coppie ammesse: Ⅳ per quattro, Ⅸ per nove, ⅩⅬ per quaranta, ⅩⅭ per novanta, ⅭⅮ per quattrocento e ⅭⅯ per novecento. Nessun simbolo può ripetersi più di tre volte di seguito, quindi quattro si scrive Ⅳ e mai ⅠⅠⅠⅠ. Con le sole lettere di base si arriva a 3999, e per i valori superiori la tradizione usa il vinculum, una barra sopra il numerale che moltiplica per mille.
In italiano i numerali romani restano vivissimi: indicano i secoli, come nel XX secolo, distinguono i sovrani e i papi, numerano i titoli e i capi dei testi normativi, scandiscono i capitoli dei libri, compaiono nelle date incise sugli edifici e nei quadranti degli orologi da campanile, dove per tradizione il quattro è spesso reso con ⅠⅠⅠⅠ invece che con Ⅳ.
Nel blocco ci sono infine i numerali arcaici, poco noti e a volte utili in un testo storico: ↀ e ↁ derivano dal sistema con l'apostrophus, ↂ vale diecimila, Ↄ è la C rovesciata che accompagna quelle forme, ↅ è una forma tarda del sei e ↆ una forma antica del cinquanta.
Come usare i numeri romani
Componi il numero
Metti in fila i numerali seguendo le regole di somma e sottrazione
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Nei moduli controlla che la normalizzazione non li converta in lettere latine
Domande Frequenti
Perché sono caratteri unici: Ⅻ occupa una sola posizione e non si spezza a fine riga, e in una colonna i numerali restano incolonnati meglio delle lettere. Il prezzo è la fragilità nei sistemi che normalizzano il testo, dove vengono riconvertiti in lettere latine. Per titoli e grafica sono ideali, per un identificativo no.
I simboli in ordine decrescente si sommano: Ⅶ vale sette. Un simbolo minore prima di uno maggiore si sottrae, ma solo nelle coppie ammesse: Ⅳ è quattro, Ⅸ è nove, ⅩⅬ è quaranta, ⅭⅯ è novecento. Nessun simbolo può ripetersi più di tre volte di seguito, quindi quaranta non si scrive con quattro Ⅹ.
In italiano indicano i secoli, come nel XIX secolo, distinguono i sovrani e i papi, numerano titoli e capi dei testi di legge, aprono i capitoli dei libri e le pagine delle prefazioni. Compaiono inoltre nei quadranti degli orologi, nelle date incise sugli edifici, nei nomi delle edizioni di manifestazioni e nei seguiti dei film.
Sì, si incollano in biografie, didascalie, commenti e nomi visualizzati su tutte le piattaforme. Il limite è nei campi che normalizzano il testo: alcuni moduli li riconvertono in lettere latine al salvataggio, quindi Ⅻ può tornare a essere XII. Nelle didascalie e nei post questo non succede quasi mai.
Solo il corpo e l’uso tipografico. I maiuscoli Ⅰ Ⅱ Ⅲ servono per titoli, capitoli, secoli e quadranti. I minuscoli ⅰ ⅱ ⅲ sono la convenzione per le pagine preliminari di un libro, per le note e per i sottopunti di un indice, dove un numerale maiuscolo peserebbe troppo rispetto al testo circostante.
Con i simboli fondamentali si arriva a 3999, cioè ⅯⅯⅯⅭⅯⅩⅭⅠⅩ, perché non si possono scrivere quattro Ⅿ di seguito. Per i valori superiori la tradizione usa il vinculum, una barra sopra il numerale che ne moltiplica il valore per mille. Nel blocco Unicode esistono anche ↂ per diecimila e ↈ per centomila.
Nei nomi visualizzati sì, ed è un modo compatto per aggiungere un numero d’ordine, per esempio nei nomi di squadre o di edizioni. Restano esclusi gli identificativi univoci, che accettano solo caratteri ASCII. Considera anche che chi vuole cercarti dovrà copiare il nome, perché quei caratteri non sono digitabili dalla tastiera.
Il 2026 si scrive ⅯⅯⅩⅩⅤⅠ: due Ⅿ per duemila, due Ⅹ per venti, Ⅴ per cinque e Ⅰ per uno. Il procedimento è sempre lo stesso, si scompone il numero nelle sue potenze e si scrivono i simboli dal valore più alto al più basso, applicando la sottrazione solo nelle coppie ammesse.