Superscript Generatore di Testo
Lettere e cifre rialzate come esponenti, ottenute con caratteri Unicode e non con la formattazione dell'editor.
L'apice tipografico si ottiene di solito con un pulsante dell'editor, ma quel comando è formattazione: appena il testo esce dal documento sparisce. I caratteri in apice di Unicode risolvono il problema alla radice, perché sono segni veri e propri che restano in alto anche in un campo che accetta soltanto testo semplice, dal nome di un file al titolo di un annuncio, dalla riga di un foglio di calcolo alla biografia di un profilo.
L'uso più frequente in italiano è quello delle unità di misura. Il metro quadro e il metro cubo si scrivono m² e m³ e questi due esponenti, insieme all'uno in apice, provengono da una zona molto antica della tabella, quella dei caratteri latini estesi: sono presenti praticamente in tutti i font, anche i più poveri, ed è il motivo per cui negli annunci immobiliari funzionano da sempre. Le altre cifre arrivano invece dal blocco degli apici e dei pedici, di codifica più recente, e in qualche font vecchio possono risultare leggermente disallineate rispetto alle prime tre.
L'alfabeto in apice ha lacune precise che conviene conoscere prima di provare a scrivere una parola intera. Fra le maiuscole mancano del tutto C, F, Q, S, V, X, Y e Z, mentre fra le minuscole manca soltanto la q. Ogni carattere non previsto passa attraverso il convertitore senza cambiare, quindi una parola con quelle lettere esce a metà, con alcune lettere sospese e altre sulla riga di base. Anche le vocali accentate italiane restano invariate.
L'altra applicazione tipica sono i richiami di nota. In un testo pubblicato su una piattaforma che non offre note a piè di pagina si può marcare un passaggio con una cifra in apice e riportare in fondo il chiarimento: è una soluzione leggera che non richiede alcun editor speciale. Funziona anche nei fogli di calcolo, dove il carattere resta nella cella pur non essendo formattazione.
Due avvertenze prima di usarli in modo massiccio. La prima è che i caratteri in apice sono più piccoli del testo normale già in partenza: su schermo piccolo, con un corpo ridotto, diventano difficili da distinguere. La seconda riguarda i lettori di schermo, che possono leggere questi segni con il loro nome tecnico oppure ometterli: un'informazione essenziale non va affidata solo a un apice. Sono perfetti come integrazione, meno come veicolo principale del significato.
Se ti serve il movimento opposto, cioè scrivere sotto la riga per una formula chimica, la pagina dedicata ai pedici usa un blocco diverso con lacune diverse. La trasformazione avviene interamente nel browser e nessun testo lascia il dispositivo.
Come si usa
Scrivi il testo
Vanno bene singole cifre, sigle brevi o simboli di unità di misura.
Controlla le lacune
Le maiuscole C, F, Q, S, V, X, Y, Z e la q minuscola restano invariate.
Copia il risultato
L'apice resta anche nei campi che accettano solo testo semplice.
Domande frequenti sugli apici
Perché non tutte esistono in versione apice. Mancano le maiuscole C, F, Q, S, V, X, Y e Z e la q minuscola: quei caratteri passano invariati e restano sulla riga di base in mezzo agli altri.
Scrivi m2 oppure m3 e converti: ottieni m² e m³. Quei due esponenti appartengono a una zona molto vecchia della tabella dei caratteri, quindi si vedono correttamente anche su dispositivi e font datati.
No. Quello applica una formattazione che sparisce quando il testo viene copiato altrove. Questi sono caratteri distinti, quindi restano in alto anche in un nome file, in una cella o in un campo di testo semplice.
Non del tutto. Uno, due e tre arrivano da un blocco più antico, le altre cifre da quello degli apici e dei pedici. In alcuni font le prime tre risultano leggermente più grandi o più alte delle altre.
Solo se non contiene le lettere mancanti. Con le minuscole quasi tutto funziona, tranne la q; con le maiuscole le lacune sono otto, quindi molte parole escono a metà fra caratteri alti e caratteri normali.
No. À, è, é, ì, ò e ù restano nella forma normale, quindi in una parola accentata la differenza di altezza si nota subito. Non esiste alcuna variante accentata in apice da usare al loro posto.
Sì, ed è uno degli usi migliori: una cifra in apice marca il punto e il chiarimento va in fondo al testo. Funziona anche dove non esistono note automatiche, come nei post social e nei fogli di calcolo.
In modo variabile: alcuni pronunciano il nome tecnico del carattere, altri lo saltano. Non affidare a un apice un'informazione indispensabile, usalo come integrazione di un testo comprensibile anche senza.