Subscript Generatore di Testo
Cifre e lettere abbassate sotto la riga, ottenute con caratteri Unicode che sopravvivono al copia e incolla.
Il pedice serve quasi sempre a una cosa sola: scrivere formule. H₂O, CO₂, Fe₂O₃, C₆H₁₂O₆ sono la ragione per cui questo blocco di caratteri esiste ed è anche l'uso in cui funziona meglio, perché le dieci cifre a pedice sono tutte presenti e ben coperte dai font. Scrivi la formula con i numeri normali, converti e ottieni una stringa che resta corretta anche dove non c'è alcun editor: nel nome di un file, in una cella, nel titolo di una presentazione, in un messaggio di chat.
Le lettere sono un'altra storia. A pedice ne esiste solo una parte, precisamente a, e, h, i, j, k, l, m, n, o, p, r, s, t, u, v e x: mancano b, c, d, f, g, q, w, y e z. Non si tratta di una dimenticanza ma dell'origine del blocco, pensato per la notazione fonetica e matematica e non per scrivere parole. Chi prova a mettere una parola intera a pedice ottiene quindi un risultato irregolare, con alcune lettere abbassate e altre ferme sulla riga.
Oltre a cifre e lettere sono disponibili i segni più, meno, uguale e le due parentesi tonde, il che permette di scrivere indici e note matematiche complete senza ricorrere a un editor di formule. Le vocali accentate italiane, come per tutti questi alfabeti derivati, non hanno alcuna variante e restano invariate.
La differenza rispetto al pulsante pedice di un elaboratore di testo è la stessa che vale per gli apici: qui non c'è formattazione, ci sono caratteri. Il vantaggio è la sopravvivenza al copia e incolla; lo svantaggio è che una formula scritta così non viene riconosciuta come formula da nessun programma. Se il documento deve essere elaborato da un software di calcolo o convertito in una notazione scientifica, meglio usare gli strumenti nativi.
Un limite di leggibilità va messo in conto: i caratteri a pedice sono più piccoli del testo circostante e su schermi ridotti o con corpi piccoli possono diventare indistinguibili, soprattutto la differenza fra il numero uno e la lettera i. Per un'etichetta o un titolo va benissimo; per un testo destinato a essere letto in condizioni difficili conviene scrivere la formula in modo esteso almeno una volta.
Infine l'accessibilità: molti lettori di schermo non annunciano il pedice e leggono la cifra come se fosse in linea, così acqua diventa acca due o. È accettabile in un contesto tecnico dove chi ascolta conosce la notazione, meno in un testo divulgativo. Tutta la conversione avviene nel browser, senza invii a un server.
Come si usa
Scrivi la formula
Usa cifre normali, per esempio H2O oppure CO2, e converti.
Verifica le lettere
Le lettere b, c, d, f, g, q, w, y e z non hanno forma a pedice.
Copia dove serve
Il pedice resta anche in celle, nomi di file e campi di testo semplice.
Domande frequenti sui pedici
Scrivi H2O e converti: ottieni H₂O con il due abbassato. Tutte e dieci le cifre esistono in versione a pedice e sono ben coperte dai font, quindi le formule chimiche funzionano senza sorprese.
Perché il blocco dei pedici contiene solo una parte dell'alfabeto: mancano b, c, d, f, g, q, w, y e z. Quelle lettere passano invariate e restano sulla riga di base in mezzo alle altre abbassate.
Quasi mai in modo pulito. Con nove lettere assenti, la maggior parte delle parole italiane esce mescolata fra caratteri bassi e caratteri normali. Il blocco è nato per formule e notazione fonetica, non per scrivere testo.
Sì: più, meno, uguale e le due parentesi tonde hanno una versione a pedice, quindi puoi comporre indici e annotazioni complete senza ricorrere a un editor di formule.
No. Il pedice dell'editor è formattazione e si perde nel copia e incolla verso un campo di testo semplice, mentre questi sono caratteri distinti che restano abbassati ovunque finiscano.
No. Per un software scientifico H₂O è una sequenza di caratteri qualsiasi, non una formula strutturata. Se il testo deve essere elaborato, usa la notazione prevista dal programma e tieni il pedice Unicode per la presentazione.
No, restano invariate come tutte le lettere non previste dal blocco. In un testo italiano questo si nota subito, quindi il pedice conviene riservarlo a formule e sigle piuttosto che a parole intere.
Di solito senza segnalare l'abbassamento: H₂O viene pronunciato come una sequenza di lettere e numeri. In un contesto tecnico è comprensibile, in un testo divulgativo conviene esplicitare la formula almeno una volta.